Expo Milano 2015: a journey through 140 typical foods

A distanza di una settimana dalla mio Expo day e a soli quattro giorni dal sua conclusione, voglio condividere con voi la mia esperienza e darvi alcuni consigli per affrontare al meglio questi ultimi giorni di esposizione. Expo ha aperto i suoi cancelli il primo maggio e da allora ha ospitato più di 20 milioni di persone, che hanno avuto modo in una o più manche di visitare i 140 paesi coinvolti in questa gigantesca manifestazione. Il conto alla rovescia è ormai avviato, e se fate parte dei ritardatari avrete tempo fino al 31 ottobre per varcare i cancelli di Expo, dopodiché dovrete aspettare l’edizione del 2020 negli Emirati Arabi.

Nelle mie quattro entrate all’Expo, tre serali e una giornaliera, ho avuto modo di venire a contatto con diverse culture e apprendere un po’ da ognuna di esse, traendo anche qualche spunto per i miei prossimi viaggi. Tra i padiglioni più ambiti ci sono sicuramente Giappone e Italia, che sono riuscito a visitare solo in parte a causa dell’eccessive ore di coda per accedervi. Forse una cosa che si sarebbe potuto amministrare meglio sono state le interminabili code, dall’apertura dei cancelli fino alla fine, passando per padiglioni fino ai chioschi per riuscire ad accaparrassi qualche piatto tipico.

Entrata Serale

Tutto sommato le mie prime due entrate serali sono state soddisfacenti e il resoconto è stato poca coda e tante cose da vedere, troppe per due sole sere. Bisogna anche ricordare che molti padiglioni chiudono i battenti alle 20, il che rendeva il tutto ancora più difficile. La prima sera ho cenato al padiglione dell’Italia, dalla nota catena Eataly e mi sono gustato un buon hamburger di fassone su letto di fonduta e purè, una vera delizia, che vi consiglio assolutamente di provare se siete amanti del genere.

La mia seconda sera è stata maggiormente produttiva in termini di padiglioni, e oltre ai vari stand del cioccolato, comprendenti Perugina e Cacao e Cioccolato, ho visitato Brasile, Vietnam e Regno Unito, del quale mi ha molto colpito il gigantesco e luminoso alveare. Nelle prime due sere sono riuscito ad arrivare fino all’Albero della Vita, quella che secondo me è la vera attrazione di questo edizione. Tra giochi di luce e spruzzi di acqua mi ha letteralmente lasciato a bocca aperta. Riguardo all’Albero della Vita, ho avuto modo di ammirarlo sia nella mia entrata serale che in quella giornaliera, e tra i due spettacoli non saprei quale scegliere.

La terza sera è stata la più “disastrosa”, rispetto alle precedenti il numero di persone era praticamente decuplicato, rendendo praticamente impossibile accedere ai vari stand. L’unica fila accessibile era quella per i chioschi del cibo, e in particolare le patatine del Belgio, l’hamburger di Black Angus degli Stati Uniti, i Mini-Pancakes dell’Olanda e i tacos del Messico.

Expo Day

La mia giornata all’Expo è capitata in uno dei giorni di maggiore affluenza, che ha sicuramente guastato le meraviglie presentate dai 140 Stati. Nel corso della mattina ho visitato alcuni stand del cioccolato e il Future Food District, una sorta di Coop del futuro con robot come dipendenti e sistemi molto simili al Kinect del Xbox One da tutte le parti. Essi erano in grado di riconoscere quando si indicava qualche prodotto, e subito ne mostravano caratteristiche nutrizionali sugli schermi posti sopra di essi.

Nel pomeriggio, ho visitato Russia, Stati Uniti, Qatar, Thailandia, Malesia e Cina, tutti a loro modo particolari. Tra tutti, Cina e Russia sono stati i miei preferiti, la Cina per il suo perfetto ambiente orientale che ti faceva quasi sentire il profumo dei campi di riso e la Russia per gli stupendi giochi di luce e la gigantesca Tavola Periodica.

Cosa visitare

Ma veniamo a noi, se fate parte di quella fazione di popolazione che ancora non ha avuto modo di visitare l’Esposizione Universale del cibo, avete ancora modo di fuggire. Scherzi a parte, voglio essere sincero, se pensate di poter fare tutto in una sola giornata, come diceva il buon Dante: “lasciate ogni speranza voi che entrate”. Giappone e Italia sono inaccessibili a meno che non intendiate passare 8 ore in fila per vedere solo uno dei due padiglioni più ambiti dai visitatori.

Non disperate perché per fortuna i paesi sono 140 e di cose in un giorno riuscirete a vederle. Due spazi espositivi sicuramente da vere sono Thailandia e Malesia, non solo per l’aspetto estetico ma anche per ciò che mostrano al loro interno. Il primo ha l’aspetto di un cappello da contadino fatto di riso, e al suo interno potrete ammirare l’evoluzione dell’agricoltura in questo paese e come questa sia proiettata sempre verso il futuro. Il secondo è incentrato sul design e l’uso di materiali innovativi e sostenibili.

Vietnam, Cina e Corea del Sud sono tutti quanti da vedere, le file non sono molto lunghe e potrete aggiungerli al vostro bagaglio culturale. Stessa cosa vale per l’Azerbaijan, Brasile e Messico. Il primo rappresenta diverse biosfere del paese, del secondo non potete mancare di salire sulla gigantesca rete, mentre il terzo che ricorda una pannocchia di granoturco, è decorato da corsi d’acqua e giardini.

Tra gli altri paesi a cui potrete avvicinarvi troviamo il Principato di Monaco che offre uno spazio espositivo fatto di container, Austria con il suo ecosistema di boschi ricreato all’interno e il Regno Unito con il suo labirinto e il tecnologico alveare. Repubblica Ceca e Ungheria chiudono il cerchio, che vi permetteranno di vedere abbastanza per tornare a casa soddisfatti.

Vi lascio con i miei scatti, alcuni dei quali avrete sicuramente già visto sul mio profilo Instagram.


International Readers

At a distance of one week of my day Expo and just four days from its conclusion, I want to share with you my experience and give you some tips to better face these last days of exposure. Expo opened its gates on May 1 and has since hosted more than 20 million people, who have got to in one or more rounds of visiting the 140 countries involved in this gigantic event. The countdown has now started, and if you are part of the latecomers will have time until October 31, to cross the gates of Expo, after which you’ll have to wait for the edition of 2020 in the UAE.

In my four at Expo entrances, three evening and a day, I was able to come into contact with different cultures and learn a bit ‘from each of them, taking also some ideas for my future trips. Among the most coveted halls there are definitely Japan and Italy, which I managed to visit only in part because dell’eccessive tail hours to access it. Perhaps one thing that could have been better manage were the endless queues, opening the gates to the end, passing through the halls to the kiosks to be able to accaparrassi some typical dishes.

Evening entry

All in all my first two evenings revenue was satisfactory and the report has been little tail, and many things to see, too many for only two nights. We must also remember that many pavilions close their doors to 20, which made it even more difficult. The first night I had dinner at the Italian pavilion, from Eataly chain note and I enjoyed a good burger fassone on a bed of fondue and mashed potatoes, a real treat that will never recommend trying if you are fans of the genre.

My second night was more productive in terms of the pavilions, and in addition to the various chocolate stand, including Perugina and Cocoa and Chocolate, I visited Brazil, Vietnam and the UK, of which I was very impressed the gigantic and bright beehive. In the first two nights I managed to get up to the Tree of Life, the one that I think is the real attraction of this edition. In which light and water spray literally wowed me. With regard to the Tree of Life, I was able to admire both in my evening passes in one day, and between the two shows would not know which one to choose.

The third night was the most “disastrous”, compared to the previous number of people was almost tenfold, making it virtually impossible to access the various stands. The only line available was that for kiosks of food, especially the fries in Belgium, the Black Angus burgers in the United States, the Netherlands and the Mini-Pancakes Mexico tacos.

Expo Day

My day at the Expo has happened in one of the busiest days, which definitely spoiled the wonders presented by 140 States. During the morning I visited some stands of chocolate and Future Food District, a sort of Coop future with robots as employees and systems very similar to the Xbox One Kinect from all sides. They were able to recognize when indicated some product, and immediately showed nutritional characteristics on screens placed above them.

In the afternoon, I visited Russia, the United States, Qatar, Thailand, Malaysia and China, all in their special way. Among them, China and Russia were my favorites, China for its perfect oriental atmosphere where you could almost smell the rice fields and Russia for the beautiful play of light and gigantic Periodic Table.

What to visit

But let us, if you are part of that faction of the population that still has not been able to visit the Universal Exhibition of food, you still have a way to escape. Seriously, I want to be honest, if you think you can do everything in one day, as the good Dante said: “Abandon all hope ye who enter here.” Japan and Italy are inaccessible unless you want to spend eight hours in line to see only one of the two most coveted halls by visitors.

Do not despair because fortunately countries are 140 and of things in one day be able to see them. Two exhibition spaces are definitely true Thailand and Malaysia, not only for the appearance but also for what they show in them. The first has the appearance of a peasant’s hat made of rice, and inside you can see the evolution of agriculture in this country and how this is always looking to the future. The second focuses on the design and use of innovative and sustainable materials.

Vietnam, China and South Korea are all of them to see, the lines are not very long, you can add them to your cultural background. Same thing goes for Azerbaijan, Brazil and Mexico. The first is different biospheres of the country, the second can not fail to climb the giant network, while the third reminiscent of an ear of corn, is decorated by streams and gardens.

Among the other countries to which you can get close you find the Principality of Monaco featuring an exhibition space made of container, Austria with its forested ecosystem recreated inside and the United Kingdom with its maze and technological hive. Czech Republic and Hungary, close the circle, which will allow you to see enough to go home satisfied.

I leave you with my shots, some of which you probably already seen on my Instagram.

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