Apple Watch: la rivoluzione informatica degli orologi

Da quando se né parlò per la prima volta, al keynote di settembre 2014, Apple Watch aveva già segnato i nuovi standard da seguire per la realizzazione dello smartwatch perfetto, capace di attirare l’attenzione di tutti, soprattutto della concorrenza. Sotto quest’aspetto Apple ha già vinto e dimostra di possedere ancora quella stessa magia che era propria del co-fondatore Steve Jobs, responsabile dei tanti successi raggiunti negli ultimi anni. Potrebbe essere difficile comprendere la magia che sta alle spalle di ogni prodotto della Mela, magia che unita alla strategia e al marketing rende ogni dispositivo un prodotto da dieci e lode. Forse considerando gli aspetti che fanno da contorno all’Apple Watch si potrebbe spiegare il perché questo piccolo dispositivo sia già il punto di riferimento da cui partire.

Apple Watch: not a simple smartwatch

Il settore de wearable è un campo molto ampio, che ha già mostrato un grande numero di device, tutti con caratteristiche più o meno simili. Si può innanzitutto fare una distinzione tra gli smartband e gli smartwatch. I primi sono principalmente utilizzati per monitorare l’attività fisica, mentre i secondi, abbinabili ad uno smartphone, hanno un applicabilità più vasta. Apple Watch rientra nella seconda categoria ed entra a farvi parte, non come dispositivo innovativo, ma dopo molti altri smartwatch.

Ecco il primo punto da dover considerare bene. L’Apple Watch si immette in un mercato dove sono presenti altrettanti validi device della sua categoria, con i quali avrà inizio una guerra interminabile. Ci sono, infatti, ampi margini di miglioramento dal punto di vista tecnologico che porteranno le Big del settore, a farsi la guerra un po’ come già avviene tra i sistemi operativi iOS e Android.

Il punto di forza di Apple è sicuramente l’interazione tra tutti i suoi dispositivi, una filosofia che costringe a una libertà di scelta molto limitata, ma che offre un esperienza di utilizzo a 360 gradi. Scegliere un Apple Watch significa possedere un iPhone o mettere in conto di doverlo acquistare, al contrario scegliere uno smartwatch con tecnologia Android Wear si traduce in un estrema libertà di scelta in un ampia gamma di brand e soluzioni.

Ma lo scontro con le Big del settore tecnologico non sarà l’unico al quale l’Apple Watch dovrà misurarsi. Apple ha presentato il suo smartwatch non solo come strumento tecnologico, ma anche come accessorio di moda di estrema qualità e fattura, capace di poter concorrere con le migliori marche di orologi. Per comprendere meglio quello che sta succedendo, è sufficiente considerare le parole di chi è nel mondo degli orologi tradizionali da una vita.

Secondo Jean-Claude BiverCEO di Tag Heuer, gli smartwatch non faranno altro che introdurre nel mercato nuovi utenti, spingendoli ad avvicinarsi verso questo campo, in attesa che questi smartwatch evolvano verso un aspetto più tradizionale. Da queste parole possiamo intendere che gli smartwatch non possiedono le armi per eliminare dal mercato gli orologi tradizionali, perché il gusto degli utenti tenderà sempre verso la tradizione.

Secondo Thierry Stern, presidente di Patek Philippe, gli orologi tradizionali sono dotati di quell’aspetto artistico, che gli smartwatch non potranno mai avere. Un orologio è paragonabile a un’opera d’arte, che ha alle spalle la tradizione, mentre uno smartwatch può essere considerato più come il televisore su cui proiettare le immagini.

Apple per la realizzazione di Apple Watch ha assunto alcuni tra i più importanti nomi nel campo della moda, e il suo design è stato finemente studiato in ogni dettaglio per produrre ciò che oggi tutti conosciamo. La versione Edition è sicuramente un accessorio di alta moda, a partire dai materiali fino ad arrivare al prezzo (da capo giri), ma che forse manca di quell’armoniosità che è propria degli orologi tradizionali.

Tuttavia, gli smartwatch attingono ad un piano valoriale del tutto differente dalla soliditàaffidabilitàtradizione e precisione introdotte dagli orologi tradizionali. Un orologio è uno strumento che racchiude il tempo, e in qualche modo permette a chi lo indossa di dominarlo, ma niente più. Se partiamo da questo presupposto, capiamo che anche se gli smartwatch mancano di tradizione, possiedono elementi che gli orologi possono solo immaginare. In uno smartwatch possiamo, infatti, trovare la misurazione del tempo, la quale fa solamente da sfondo alle vere funzioni, relegate dal sistema operativo, al cui interno troviamo sensori e applicazioni in grado di gestire ogni cosa.

La tecnologia è in una fase di continuo progresso che mai si arresterà. La mente dell’uomo può essere paragonata a essa, e allo stesso modo è sempre in movimento verso le novità, verso l’ignoto. Con le sue parole Stern dimostra di non essere in grado di accettare la realtà. Il suo riferimento all’arte e ai quadri ne è la dimostrazione. Quante persone in casa possiedono un televisore e quanti un’opera d’arte? La risposta a questa domanda, la conosciamo.

Non si mette in discussione la bellezza di un orologio tradizionale, soprattutto la storia che sta alle spalle della sua immagine. Ma il problema è che a essere in discussione non è la qualità degli orologi, bensì la percezione stessa dell’orologio. In discussione non c’è l’oggetto, ma la sua immagine nella mente delle persone, la quale è pronta a rinunciare all’orologio in cambio di qualcos’altro, qualcosa che offra nuove sensazioni.

Ma quello che sta succedendo con gli smartwatch, è il medesimo processo di riluttante rifiuto che già si era verificato con il primo smartphone. I dominatori del mondo dei telefoni cellulari avevano riso dei primi smartphone, relegandoli a semplice follia, e oggi tutti ben sappiamo che posizione occupino nel campo tecnologico. Allo stesso modo i produttori di libri non hanno dato peso agli ebook, considerati incapaci di poterli sostituire, ed oggi lottano con essi per sopravvivere.

Tutti questi paragoni identificano i paradigmi della “sconfitta”, se cosi si vuole intendere. In un mondo in continuo progresso il vecchio lascia posto al nuovo, il quale evolvendo distrugge ogni simbolo del passato e fissa i nuovi cardini. Ancora una volta, Apple è l’azienda che meglio ha compreso quello che sta succedendo, come aveva fatto con il primo Mac, il primo iPod e il primo iPhone. Ma la vittoria di Apple non è scaturita dall’Apple Watch, ma è la conseguenza della sconfitta di chi non ha ancora capito che quello che sta accadendo.

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